"Sembra la
reincarnzione di un Indiano d'America, con quei riccioli neri spettinati e
quegli occhi ribaldi, gli stivaletti ricamati, i calzoni sgualciti, le magliette
nere, due cerechietti d'oro nello stesso orecchio, al collo amuleti della
Giamaica, della Thailandia, dei Thuareg, anelli Opi o orientali trovati nei
mercatini: è Luciano Ligabue, detto il Liga, con il suo solare, maliardo sorriso
mediterraneo...".
Fernanda Pivano

Luciano Ligabue nasce a Correggio il 13 marzo 1960.Ad appena un anno e mezzo il
piccolo verrà colpito da pertosse talmente violenta da provocargli
un'appendicite, di cui però non si accorge nessuno: il medico continua a
sostenere che si tratta di un'influenza. Sua madre insiste a farlo visitare, ma
sempre con lo stesso esito, anche se la situazione si trascina e non è per
niente tranquilla. S'imbatte poi casualmente in un altro medico che, visto il
colorito del bambino, lo visita al volo. Gli basta poco per capire e portarlo
d'urgenza in ospedale: l'appendicite era già peritonite.Per non farsi mancare
niente sul fronte della sfiga, subisce pure, tre anni dopo, un'operazione
sbagliata alle tonsille. Intervento che, fra l'altro, ha convinto Luciano essere
un po' alla base dell'anomalia della sua voce: l'operazione viene eseguita
maldestramente e si rivelerà poi un'arma vincente a livello canoro. Non è mai
stato chiarito alla famiglia cosa sia accaduto di preciso in quel primo
intervento, si sa solo che Luciano resta in ospedale per 24 giorni a causa di
una banale operazione alle tonsille e per qualche anno il suo sistema
immunitario funziona poco e male. Di conseguenza, è messo nelle condizioni di
sviluppare una visione tutta sua della vita: un trip in cui si rifugia per dare
libero sfogo alla creazione di un mondo fantastico, modellato sui suoi desideri
e su come lo avrebbe voluto. Per questa fragilità è costretto spesso a stare in
casa, rinunciando a tutto ciò che fanno i suoi coetanei, a cominciare dai giochi
in strada.L'amore per il calcio nasce in questo periodo(ormai nota la passione
di luciano per l'Inter). Pensando che lo sport possa fargli bene sotto tutti gli
aspetti, i suoi genitori lo iscrivono alle giovanili della Corregese.
Frequenta la ragioneria a Correggio e a 15 anni riceve la sua prima chitarra
"misteriosamente" regalata dal signor Ligabue, che - allora gestore di una
balera - combatteva fermamente l’idea che il figlio potesse ridursi a fare il
musicista ("un mestiere da morti di fame")."La prima canzone "Cento lampioni" la
scriverà nel 77-78,ma nessuna delle creazioni di quegli anni verrà pubblicata.Dopo
il diploma in ragioneria Luciano passa alcuni anni facendo i lavori più
disparati, perlopiù di breve durata (bracciante, metalmeccanico, ragioniere,
dee-jay, commerciante, promoter, consigliere comunale) e il primo concerto
"vero" del rocker emiliano, insieme con il gruppo degli OraZero (con Paolo
Signorelli e Bruno Pederzoli alle chitarre, Roberto Bartolucci al basso, Alberto
Imovilli alla batteria), si terrà al circolo culturale "Lucio Lombardo Radice"
di Correggio l’8 Febbraio del 1987,come risultato di una scommessa con un suo
amico,ex commesso Coop ora diventato suo manager:Claudio Maioli
Nell'anno successivo Pierangelo Bertoli decide di pubblicare, nel suo album
intitolato "Tra me e me", "Sogni di rock'n’roll", una canzone che qualche anno
più tardi sarebbe diventato uno dei pezzi più ascoltati.Nel luglio di quell'anno
la vittoria al concorso "Terremoto rock" consente a Liga e agli OraZero
di
incidere come premio un 45 giri - ormai praticamente introvabile - contenente le
canzoni "Anime in plexiglass" e "Bar Mario". Il 1988 si chiude con la
partecipazione fra i finalisti del "Primo Concorso Nazionale per Gruppi di Base"
(vinto dai Almamegretta) grazie al quale un'altra canzone, "El Gringo", viene
pubblicata sulla compilation del Concorso.Nel 1989 Ligabue, separatosi dagli
Orazero, si unisce con i ClanDestino (Max Cottafavi alla chitarra, Gigi Cavalli
Cocchi alla batteria e Luciano Ghezzi al basso; Giovanni Marani prima e
Gianfranco Fornaciari poi, alle tastiere) e con questi entra per la prima volta
in uno studio di registrazione per realizzare un album. Venti giorni di
registrazioni e nel Maggio del 1990 nasce il primo Lp di Liga, dal semplice
titolo "Ligabue". Con il pezzo di lancio dell'album, "Balliamo sul mondo", Liga
vince il premio più importante della sua ancora breve carriera, il Festivalbar
Giovani. Dopo questa esperienza Ligabue parte con una serie di oltre 250
concerti (il "neverending tour") in tutta l'Italia che continua fino alla fine
del 1993. Ligabue nel frattempo si sposa con Donatella, il 4 gennaio 1991.Durante
il Neverending Tour, Liga trova il tempo anche
per comporre le canzoni per due
nuovi album: "Lambrusco coltelli rose & popcorn" (1991) e "Sopravvissuti e
sopravviventi" (1993).
Il primo, come suono e stile delle canzoni, non presenta particolari variazioni
dal disco d'esordio; si può ritrovare un filo conduttore che percorre tutto il
disco e che riguarda il sogno e il suo rapporto con la realtà. Il secondo invece
si distanzia un po' dalla produzione precedente: le atmosfere si fanno più cupe,
gli arrangiamenti più duri e decisi. Probabilmente per quest'ultimo motivo (e a
dispetto del primo) tale disco è tuttora indicato come l'album preferito da un
consistente numero di fans. Comunque non bastò. Il disco non andò bene. Qualche
pezzo, eccessivamente retorico dal punto di vista musicale, fa si che il disco
non abbia la fortuna dei due precedenti.
Tra i due nuovi album, gli appassionati di Liga si moltiplicano e per loro nasce
un Fan Club curato dal fratello di Luciano, Marco Ligabue. Il titolo è "Bar
Mario".Nel settembre del 1993 il Neverending Tour si conclude con il concerto di
Orvieto. Nel frattempo sembra sempre più irreparabile la crisi instauratasi fra
Luciano da una parte, e i ClanDestino e il produttore Angelo Carrara dall'altra.
Il divorzio si consumerà definitivamente nei due anni successivi. Siamo ormai
alla definitiva chiusura di rapporti contrattuali, ma il produttore Carrara
gioca una delle ultime sue carte mettedo sotto contratto i ClanDestino.Alla fine
del 1994: Ligabue pubblica il suo quarto album, trainato dal singolo "A che ora
è la fine del mondo?", cover di una canzone dei REM. L'album, venduto a prezzo
speciale, riscuote molto meno successo dei precedenti, ma per l’album nuovo, per
la grande rivincita, non bisognerà aspettare molto.Questa volta la ruota gira
giusta. Un impresario ingaggia Ligabue e i ClanDestino per un grande festival in
Germania, ad Essen, ma Luciano Ghezzi non può esserci. Bisogna inventarsi un
cambio volante e così, su due piedi, viene ingaggiato Antonio "Rigo" Righetti,
un bassista di Modena che non ha mai avuto grandi esperienze anche perché ha
suonato sempre e solo le cose che gli piacevano. Righetti piace a Luciano, gli
piace la sua "filosofia" e prova a lanciarlo come pietra d’angolo di un nuovo
gruppo. "Rigo" ci sta e tira in ballo il suo batterista di quei giorni, Robby "Sanchez"
Pellati, e un chitarrista, Federico Poggipollini ("Capitan Fede"). Gli incontri
vanno a buon fine. I quattro si piacciono, suonano bene insieme, anche se
Luciano è convinto che c’è il bisogno di una chitarra in più: il primo provino
di Carmelo "Mel" Previte fa cilecca. Così a provare il nuovo disco ci vanno solo
i tre sicuri, con Ligabue e con il produttore Filippo Barbacci. Il 1995, quindi,
si apre con una nuova band, composta da Federico "Capitan Fede" Poggipollini e
Carmelo "Mel" Previte alle chitarre, Robby "Sanchez" Pellati alla batteria,
Antonio "Rigo" Righetti al basso. E' con questi musicisti che Ligabue prepara e
lancia l'album "Buon compleanno, Elvis" (20 settembre 1995), che segna il suo
definitivo successo nel mondo della musica italiana: oltre un milione di dischi
venduti, oltre 70 settimane di permanenza nella classifica degli album più
venduti ed il premio Tenco per la miglior canzone dell'anno ("Certe notti").
Liga è sceso in campo con la smaniosa voglia di vendicare la sconfitta
precedente e di vincere.
Stavolta il tema conduttore del disco è il rapporto fra il musicista e il
successo, con tutti i pro e i contro che porta: proprio in questo senso è
emblematica la scelta della figura di Elvis.
C’è poi il tour ed è lì che si gioca la partita vera. I concerti partono bene.
Il disco piace, la tensione è quella giusta e la banda non soffre il debutto,
anzi, è gasata da quel vortice di energia che dal palco si irradia sul pubblico
e torna indietro.
"Io vedevo nelle facce di questi ragazzi che erano con me la gioia di
un’esperienza nuova e godevo della loro sorpresa e del loro entusiasmo. Per me
non era una novità, ma per certi versi era come se lo fosse: dopo le ultime
storie, mi ero dimenticato di quanto fosse bello e forte suonare in scena
davanti a così tanta gente."
Quella prima parte del tour dura sino alla fine del ’95, con una quindicina di
Palasport in tutt’Italia che si riempiono senza problemi.Ma sarà il 96 a
rivelarsi un anno magico. Comincia a fari spenti, a inizio primavera, con
qualche data che serve a ritrovare il tono, riprendendo con naturalezza il
discorso degli ultimi mesi. Poi accende tutto e con l’estate si accorge di avere
sotto mano una macchina musicale forte e precisa come non gli era mai capitata.
Altri Palasport, spazi all’aperto sempre più grandi. La gente risponde, si
diverte, c’è. Bisogna immortalare quel trionfo e il modo classico è un disco dal
vivo."Su e giù da un palco" fotografa il concerto-tipo. Il cd raccoglie così per
la prima volta tutte le più belle canzoni di Liga, con l'aggiunta di tre canzoni
inedite: "Il giorno di dolore che uno ha","Tra palco e realtà" ed "Ultimo tango
a Memphis", cover di "Suspicious mind" di Elvis Presley.
Ma il 1996 è anno mirabile anche per qualche esibizione un po’ speciale. La
prima è un mini-show in Eurovisione a Torino, in cui Liga accoglie nella sua
band per la prima volta Mick Taylor (l’ex arcangioletto biondo dei Rolling
Stones). Altro evento speciale è, qualche settimana dopo, la partecipazione a "Pavarotti
Internetional". Naturalmente la band non suona da sola ma, secondo la regola, si
a
ccompagna al Maestro e all’orchestra. A novembre c’è il Premio Tenco e a
Luciano viene consegnato un riconoscimento per "Certe notti", giudicata la
miglior canzone dell’anno. Il 1996 sembra non finire mai. C’è ancora tempo per
due concerti finali, entrambi a Modena. Il primo è quello dedicato al Fan Club,
il 29 dicembre, al Palazzetto dello Sport; l’altro cade due giorni dopo, proprio
la notte di San Silvestro. Liga ha scelto di organizzare lo spettacolo
all’aperto, in una piazza, e per tutta risposta il dio del rock gli manda una
nevicata imponente. L’esito è drammatico e grandioso. La gente è sconvolta e
infreddolita, l’urlo del rock rimbalza contro muri ovattati, la copertura del
palco scricchiola e cede; e Liga stoicamente mangia fiocchi a palate mentre
canta un’appropriatissima "A che ora è la fine del mondo?". Quel che si dice un
evento speciale. Ligabue non lo sa, ma il consumo energetico sarà notevole anche
nel ’97.La tournée è finita, il raduno del Fan Club c’è stato, il disco dal vivo
sta maturando in
studio, ma intanto è Barbacci che lo cura. Insomma, calma
piatta. Non può essere. Infatti. Tempo pochi giorni e Liga apre un nuovo fronte.
Sono le prime settimane del 1997 e l’idea è quella di scrivere un libro.
All'uscita del nuovo album live segue un minitour, che prevede 6 concerti e che
viene chiamato da Liga "Il Bar Mario è aperto": due concerti a Milano, poi
Udine, Firenze e la gran chiusura (doppia) a Roma.All'uscita dell'album live di
Liga, si affianca l'uscita del suo primo libro,"Fuori e dentro il borgo", che
subito vince diversi premi letterari convincendo critica e pubblico.Dopo
l'esperienza letteraria, Ligabue decide di rimettersi nuovamente in discussione,
scegliendo di scrivere la sceneggiatura di un film la cui trama riprende alcune
delle vicende raccontate nel suo libro. E' il produttore Domenico Procacci a
convincere Liga a cimentarsi nell'opera di regia: nasce così "Radiofreccia" ,
presentato per la prima volta a Settembre al Festival del Cinema di Venezia
dove, iscritto fuori concorso, raccoglie numerosi consensi. Un mese più tardi,
precisamente il 16 ottobre 1998, "Radiofreccia" esce nelle sale cinematografiche
di tutta Italia. In poco più di 3 mesi incassa oltre 7 miliardi ai botteghini di
tutta Italia, diventando così il settimo film nella classifica degli incassi
delle produzioni italiane nel 1998.
Ligabue ottiene grazie a "Radiofreccia" tre Nastri d'Argento (Miglior regista
esordiente, Miglior colonna sonora, Miglior canzone) e due David di Donatello
(Miglior regista esordiente e Miglior colonna sonora). Fra i tanti motivi di
curiosità di questo film, c'è l'inizio della collaborazione con Francesco Guccini (che nel film interpreta il barista Adolfo), il grande cantautore
corregionale di Luciano e molto vicino a lui sia nella personalità sia in molti
aspetti della propria produzione (per esempio l'attaccamento alla propria terra,
alle "radici", che danno anche il titolo a uno splendido album del Maestrone).
Tale collaborazione proseguirà nel 1999, con una canzone, "Ho ancora la forza",
scritta a quattro mani e pubblicata nel disco di Guccini "Stagioni".A quella del
film, si accompagna anche l'uscita del settimo album di Ligabue, "Radiofreccia:
le canzoni", contenente alcuni classici degli anni '70 che fanno parte della
colonna sonora del film, le musiche composte dal Liga per il suo film e tre
brani inediti. Uno di questi, "Ho perso le parole", consente a Ligabue di
vincere il Premio Italiano della Musica nella categoria "Miglior canzone del
1998".Il progetto "Radiofreccia" si mangia parte del ’97 e quasi tutto il ’98. Liga resta poco tempo per il resto. Lo spende per lo più in rari concerti:uno
cade a settembre del ’97 ed è il raduno del Fan Club a Modena, nell’arena del
festival dell’Unità. A febbraio del ’98 c’è un piccolo tour europeo di sette
date che tocca Germania, Svizzera, Belgio e Lussemburgo. Ligabue sa che l’Europa
è un traguardo quasi impossibile, che la sua lingua perde di forza quando esce
dai confini, ma gli piace lo stesso. Il 1998 Luciano diventa papà per la prima
volta:è il 27 maggio quando nasce Lorenzo Lenny.Arriva poi l'idea di un nuovo
disco:si comincia allora all’inizio del 1999, con una pre-produzione di tre
settimane, poi si va in studio in primavera, si mixa e si masterizza per
giugno-luglio e a settembre il disco è pronto. Andrà davvero così.
Lo studio è una tranquilla sala in un angolo di Correggio che Ligabue si è
costruito secondo i suoi standard di piacere e comodità e che ha chiamato
U2escamente "Zoo Studio". Allo "Zoo", quei giorni di inizio anno, con Liga ci
sono i quattro della banda e basta. Più avanti si unirà Fabrizio "Simoncia"
Simoncioni. Non c’è invece Fabrizio Barbacci.
E’ maggio quando "Miss Mondo" è praticamente finito. Da un paio di mesi romba
una brutta guerra alle porte d’Italia che ha spaccato in due l’opinione
pubblica: chi accetta l’idea di una "guerra giusta" per salvare la popolazione
albanese oppressa e chi invece ritiene che far guerra non sia mai giusto e che
altre siano, sempre e comunque, le strade per risolvere casi del genere. Ligabue
è di quest’ultimo avviso e non gli sembra giusto stare zitto. Vuole parlare, e
non solo del Kosovo, anche degli altri conflitti che insanguinano il mondo,
delle guerre che non fanno più TG e neanche mal di testa perché "micro", perché
dimenticate, perché croniche. Gli viene l’idea di una canzone. Butta giù l’idea,
poi ne parla con Jovanotti e con Piero Pelù, trovandoli in sintonia. La
canteranno insieme e la incideranno subito, sull’onda dell’amarezza e
dell’indignazione. Così nasce "Il mio nome è Mai Più". Viene messo in vendita
sotto forma di cd singolo (con un libretto dove sono informazioni su Emergency,
una mappa sui 51 conflitti in corso nel mondo e strazianti immagini dei fronti
della violenza), i cui ricavati saranno interamente devolu
ti ad Emergency,
l'associazione umanitaria fondata dal chirurgo Gino Strada che si propone di
portare aiuto alle vittime civili (che rappresentano la stragrande maggioranza
sul totale) delle guerre.
"Miss Mondo" esce puntuale il 17 settembre del 1999. Per la presentazione
dell'album Luciano riesce ad ottenere l'utilizzo dell'Arena di Verona per due
serate (venerdì 10 e sabato 11) di grande musica dove migliaia di fans assistono
al ritorno sul palcoscenico di Liga, fra vecchi successi e canzoni del nuovo
lavoro discografico. "Miss Mondo" vede come protagonista un Ligabue
insolitamente introspettivo e riflessivo: dopo aver fatto i conti con il
successo, il musicista decide di guardare un po' dentro di sé per cercare di
capire cos'è diventato. Aumentano le ballate rispetto ai pezzi rock (cosa non
graditissima a diversi fans), e al tempo stesso gli arrangiamenti si fanno più
curati, più limati rispetto al sound ruvido e ruspante di "Buon Compleanno Elvis".
Il 22 ottobre parte il "MissMondoTour", una serie concerti (diventati quasi 40
dai 25 previsti inizialmente, per la forte richiesta da parte del pubblico) con
i quali il rocker di Correggio porta il suo disco in giro per i Palasport di
tutta Italia. La ruota inizierà a girare nuovamente nell'estate del 2001:Liga dà
vita a un progetto che, da subito dopo l'uscita di "Radiofreccia", aveva sempre
escluso categoricamente: la realizzazione di un secondo film. Così nel febbraio
del 2002 esce nelle sale "Da zero a dieci". Il film viene anche proiettato, come
fuori-concorso, al Festival di Cannes.
Contemporaneamente viene lanciato il nuovo singolo che fa da colonna sonora,
"Questa è la mia vita".Ma "Da zero a dieci" è solo un assaggio di quello che
verrà nei mesi seguenti: in aprile esce infatti l'album "Fuori come va?", alla
cui realizzazione Liga e la band hanno lavorato contemporaneamente al film. Il
disco contiene, oltre che "Questa è la mia vita", anche un altro singolo uscito
in precedenza, "Tutti vogliono viaggiare in prima".
Nel disco Luciano conferma la tradizione che aveva sempre seguito, buon rock
melodico; taluni critici vedono in questo un limite e storcono il naso,
accusandogli ecces
siva ripetitività. Nonostante questo, le canzoni rimangono
come sempre piacevolissime all'ascolto e il nuovo record di vendite testimonia
ancora una volta l'affetto dei fans. In estate parte puntuale il tour negli
stadi, aperto da tre nuovi mega-concerti a San Siro e all'Olimpico. Seguiranno
altre date in giro per l'Italia. Ma Liga ha ancora fame e in settembre, appena
dopo la chiusura del tour ancora una volta all'Arena di Verona, tira fuori dal
cilindro l'ennesima sorpresa. Si tratta di un doppio tour invernale: per ogni
città visitata ci saranno due serate, la prima in teatro e la seconda nei
Palazzetti dello Sport. Mentre la seconda data prevede un concerto
"tradizionale", prosecuzione del tour estivo, la prima presenta grandi novità:
arrangiamenti diversi (generalmente più acustici), con l'ingresso in scaletta di
pezzi da tempo non proposti dal vivo e meno noti ai più, e l'inserimento di due
musicisti d'eccezione, il polistrumentista Mauro Pagani e, all'elettronica,
D.Rad degli Almamegretta. Per la presentazione (in quattro date) di questo tipo
di show viene scelta una sede d'eccezione: il teatro Asioli di Correggio, fresco
di riapertura dalla ristrutturazione, che dà l'occasione al Liga per tornare a
suonare a due passi da casa propria. Il live-tour 2003 di Liga si chiude il 26
aprile a Livigno in un contesto unico nel panorama italiano: un concerto ad alta
quota (2500m circa), raggiungibile solo con gli impianti di risalita, in una
scenografia naturale che permette di vedere montagne a 360°.
Il 29 aprile, Ligabue scrive una lettera ai fans per dire "grazie", ma anche per
dare (in piena onestà) una notizia riguardante il suo "privato", di cui Liga
parla sempre molto poco. Senza "pettegolezzo morboso", vuol far sapere che da
qualche mese ormai lui e sua moglie vivono vite separate. Decisione "grossa"
(come lui stesso dice), perciò quello che Liga chiede ai fans è di non emettere
sentenze troppo facili.
Alla fine del 2003 Mauro Pagani, l'artista polistrumentista, che i fans di Liga
hanno avuto modo di conoscere meglio durante il tour invernale nei teatri, ha
fissato per luglio l'uscita del suo nuovo album, intitolato "Domani". Tra i
brani una sorpresa: "Fine febbraio", una canzone scritta a quattro mani da
Luciano e Mauro, per la quale Ligabue ha prestato la propria opera, non solo
come compositore, ma anche come cantante: sua la voce infatti che interpreta
alcune strofe del pezzo.
Esce il 21 novembre 2003 il nuovo (doppio) cd live, anticipato dal passaggio in
radio del singolo "Piccola stella senza cielo", canzone estrapolata dal doppio
album e mai pubblicata come singolo. .
Il doppio album è stato accolto con molto entusiasmo sia da parte del pubblico
sia dalla critica: è andato letteralmente a ruba (in pochi giorni ne sono state
vendute più di 180mila copie), entrando diretto al primo posto nella classifica
dei dischi più venduti.Il 30 novembre, al Meeting delle Etichette Indipendenti
di Faenza, Liga viene premiato per i videoclip di "Fuori come va?".
Sono di Ligabue, quindi, i video più poetici in Italia: lo ha decretato il
Premio Videoclip Italiano, la manifestazione ufficiale del settore,
assegnandogli il Premio per la Migliore Videografia artistica. Il 6 maggio 2004
quando esce La neve se ne frega, il primo romanzo di Luciano Ligabue edito da
Feltrinelli nella collana "I Canguri".
Ecco come il Liga lo presenta ai fans:"Vi scrivo qualche giorno prima che il
libro esca. Lo rigiro fra le mani. Ne palpo la consistenza. Controllo più volte
la copertina. E' un'immagine che ho scelto dall'archivio di D Rad. Già, perché
voi non lo sapete ma D Rad è anche un ottimo fotografo ed elaboratore di
immagini. E quella che è finita in copertina me l'aveva già fatta vedere durante
il tour scorso. Peccato per la patacca dei Canguri di Feltrinelli che non solo
hanno piazzato proprio nel mezzo della copertina ma è pure lucida. Pazienza. Poi
controllo, dentro, l'incisione delle parole sulla pagina. L'abbinamento di
maiuscolo e maiuscoletto nelle pagine con i titoli. La font diversa per la carta
dei diritti e dei doveri del Piano Vidor. Duecentotrentaquattro pagine. Ho già
letto su qualche giornale che le pagine sono centosettantasei. Ma perché? Voglio
dire, non ci sarebbe niente di male se fossero centosettantasei ma sono
duecentotrentaquattro. Come fanno a inventarsi così tante cose? Va beh adesso lo
metto giù perché altrimenti pensate che lo voglia trombare. Alcuni lo
considerano un libro di fantascienza. Almeno per me. E' collocato così lontano
nel tempo semplicemente perché ho voluto provare a immaginare il migliore dei
mondi possibili. Così ho dovuto ambientare l'azione molto in là. Provo a
pensarvi intenti ad affrontare i primi capitoli, quelli un po' più brigosi,
quelli che vi devono introdurre in una realtà in cui non esistono concetti come
famiglia, madre, padre, figlio, maternità e paternità, procreazione, soldi,
multinazionali, futuro. Provo a vedervi seguire la storia dimenticando me e
seguendo solo lei. Ma sono sempre pensieri inutili. Come sempre, ognuno lo vivrà
a modo suo. E chi ci terrà me lo farà sapere." Il 2005 Luciano prenderà parte al
Live 8
,dove si esibirà anche con Jovanotti e piero Pelù,ma è un'altra data
cruciale di quest'anno:Sabato 10 settembre è infatti la data fissata per
l'appuntamento con l'unico grande concerto che Liga terrà nel 2005. Il luogo
dove si consumerà l'evento è il Campovolo di Reggio Emilia, un aeroporto per
velivoli privati. L'evento si preannuncia come il più grande sforzo produttivo
mai realizzato dal team di Ligabue.Più di 150.000 persone, comprando il
biglietto in prevendita, hanno sancito (ben 10 giorni prima del concerto)
l'entrata di Ligabue nel Guinnes dei primati con il maggior numero di presenze
di tutti i tempi in un concerto europeo a pagamento tenuto da un singolo
artista. Il precedente primato spettava agli U2 che proprio nello stesso spazio,
il Campovolo, il 20 settembre 1997 avevano fatto registrare più di 146.000
biglietti venduti.Nel frattempo, il 21 luglio 2005 nasce un nuovo canale
dedicato a Liga, il "LigaChannel", con il compito di informare e coinvolgere
tutti i giorni gli appassionati di alla musica di Ligabue.
Il 16 settembre 2005 arriva finalmente nei negozi il nuovo disco di Ligabue:
"Nome e cognome". A partire da testi, musiche, sonorità e arrangiamenti, per
arrivare alle novità riguardanti i musicisti che hanno lavorato al disco, tanta
è la curiosità e l'attesa attorno a questo nuovo lavoro: "Nome e cognome" ha
venduto più di 200.000 copie già in prenotazione. Il nuovo album entra al 1°
posto della classifica FIMI/Nielsen dei dischi più venduti con oltre 250.000
copie vendute in una sola settimana. Il 2005 è un anno all'insegna di Liga,
caratterizzato da numeri davvero formidabili, che meritano di essere ricordati:
- più di 400.000 le copie dell'album Nome e Cognome vendute negli ultimi 4 mesi
dell'anno;
- ben 80.000 i dvd di Campovolo 10/09/2005 venduti in meno di un mese (record di
Liga e best-seller di sempre della Warner Italia);
- 165.264 i paganti al concerto di Campovolo (record europeo di sempre), che
insieme al personale di servizio, i biglietti omaggio e gli inviti hanno portato
ad un totale di 180.000 presenze;
- da 30.000 a 50.000 i fan collegati alla radio di LigaChannel per ascoltare le
trasmissioni del venerdì condotte da Luciano. Il 2006 inizia con un appuntamento
a sorpresa, il 16 gennaio, con Liga ospite della fortunata trasmissione Viva
Radio2, condotta da Fiorello e Baldini.L'anno 2005 si dimostra decisivo anche
per la sfera privata:il 30 agosto Barbara(nuova compagna del Liga,sua ex
fisioterapista),dà alla luce una bambina:Linda.
Il 2006 si apre anche con un importantissimo riconoscimento internazionale per
il film Radiofreccia: la pellicola diretta da Luciano nel 1998 viene proiettata
(il 27 e 28 gennaio) al pubblico americano, entrando nell'archivio
cinematografico permanente del MoMa, il prestigioso Museo d'Arte Moderna di New
York. In questo primo mese dell'anno, inoltre, in un incontro con la stampa a
Milano, Luciano presenta il suo Nome e Cognome tour 2006, svelando le date nei
club, nei palasport, negli stadi e le modalità di prevendita.
Il 7 febbraio, all'Alcatraz di Milano, inizia il tour. Si parte dai rock club,
nei quali la scaletta, con alcuni brani cari ai fans della primissima ora, viene
proposta insieme alla prima band, i ClanDestino, e a Niccolò Bossini.
Il 26 marzo, al Mazda Palace di Genova, iniziano le esibizioni nei palasport,
per il Nome e Cognome tour 2006. Ligabue aderisce ad un'interessante iniziativa
dell'Associazione Italiana Contre Le Leucemie, Linfomi e Mieloma (ONLUS): 41
personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport hanno donato
l'impronta della propria mano e 41 artisti (pittori, scultori e fotografi)
l'hanno sapientemente interpretata. L'impronta di Luciano è stata inserita in
"Cartomanzia" , quadro ad olio su tela realizzato dal pittore Fabio Giampietro.
Il 19 maggio, allo Stadio Del Conero di Ancona, prende il via la terza parte del
tour, che arriva, il 27 maggio, all'attesa data milanese, allo Stadio Meazza.
Tra una data del Nome e Cognome tour 2006 e l'altra, Liga quest'anno partecipa
al Festivalbar,del quale sarà decretato vincitore assoluto.Negli stessi giorni è
disponibile in tutti i negozi "Innocenti Evasioni 2006", la compilation con 14
brani di Lucio Battisti interpretati da altrettanti famosi artisti italiani.
Liga ha scelto I giardini di marzo,reinterpretata in versione acustica.In
autunno Ligabue porta in giro uno spettacolo interamente acustico, diviso in due
parti, alternando momenti in cui si trova da solo con la chitarra ad altri in
cui i musicisti che lo accompagnano si avvicendano di volta in volta. Ma la vera
novità sarà il primo libro di poesie di Ligabue: Lettere d'amore nel frigo, per
Giulio Einaudi editore. Le 77 poesie che compongono la terza fatica letteraria
del rocker di Correggio segnano un esordio ma, in qualche modo, anche un ritorno
al Ligabue delle origini, il Ligabue dei primi album e dei racconti (più che del
romanzo), il Ligabue che riscopre il gusto di raccontare persone e personaggi.
In realtà le novità non finiranno qui. Così, il 3 ottobre, fresco vincitore del
Festivalbar 2006, Ligabue torna sulle scene "live" con la quarta ed ultima parte
del suo Nome e Cognome tour 2006. Il 24 novembre esce per Warner Music Vision
Ligabue - Nome e Cognome Tour/2006, il box set con 5 DVD per raccontare un anno
ed una tournée davvero unica (4 diversi spettacoli per un tour unico, 4 diversi
concerti integrali in un unico box, 92 esecuzioni di 57 canzoni, 10 ore circa di
materiale audio/video).Ma il Liga,si sa,non si ferma mai: il singolo di lancio
del nuovo album di Elisa,Soundtrack 1996-2006 è "Gli ostacoli del cuore",brano
scritto per lei da Luciano(che,per altro,prende parte anche alla canzone
duettando con lei).Con le ultime cinque delle sette date romane del suo tour
teatrale, si conclude il 17 dicembre a Roma il trionfale tour di Ligabue. Il 9
marzo dello stesso anno esce per Arcana Editrice, "Sulla Sua Strada - In Viaggio
Con Ligabue", u
na nuova pubblicazione dedicata a Luciano, curata dal giornalista
Corrado Minervini insieme al ritrattista Chico De Luigi. Nelle 372 pagine del
volume saranno presenti oltre 300 fotografie che percorreranno le principali
tappe della carriera artistica di Luciano,sin dalle origini.Dopo una breve pausa
e una partecipazione ai Wind Music Awards un comunicato stampa prennuncia una
conferenza stampa fissata per il 12 settembre 2007,nel corso della quale
verranno svelate alcune sorprese riguardanti i progetti futuri.In occasione del
07-07-07(numero fortunato del Liga) verrà trasmessa in radio "Eppure
soffia",rilettura acustica del Liga del famoso branodi Pierangelo Bertoli e sul
suo sito ufficiale Luciano annuncia l'uscita,prevista del il 2008 ,di un fumetto
ispirato a "la neve se ne frega".Arriva finalmente il 12 settembre,e sarà
l'occasione,per il Liga,di presentare il nuovo Tour: Ellesette.Sarà diviso in
due parti,ognuna delle quali vedrà Luciano protagonista di 7 concerti a Roma e a
Milano.In corrispondenza del tour usciranno anche due Best of: "Ligabue primo
tempo" e "Ligabue secondo tempo",ognuno dei quali conterrà due inediti.
Lunedì 24 settembre Luciano sale a sorpresa sul palco nell'ultimo concerto del
tour di Elisa,tenutosi a Codroipo:il rocker emiliano e la cantante di Monfalcone
duetteranno in "Gli ostacoli del cuore","Ho messo via" e "Whishlist",storica
cover dei Pearl Jam.Ma le sorprese non sono finite:presso il teatro Ludovico
Ariosto a reggio Emilia,Luciano prende parte alla diciassettesima tappa de "Alla
Ricerca Del Grande Fiume", iniziativa realizzata dall'Università di Scienze
Gastronomiche che coinvolge 153 studenti impegnati in bicicletta a seguire il
percorso del Po, dal Monviso all'Adriatico. Il clou della tappa reggiana avviene
in serata all'interno di un gremitissimo Teatro Ariosto dove sul palco, seduti
attorno a un tavolo fornito di lambrusco e circondato dalle bici, sono ospiti
Luciano e Francesco Guccini, stimolati al dialogo dal giornalista Michele Serra.